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Dott.ssa Monica Bertolini      psicologa- psicoterapeuta  (indirizzo psicoanalitico) svolgo la libera professione a Lodi

in Via Callisto Piazza, 14a      Cell 346.6096986

e-mail monica-bertolini@virgilio.it    

pagina Facebook: Psicologa Monica Bertolini@psicologalodi

e    Ricevo presso il Centro Medico  Polispecialistico “SanItalia srl” a Crema (Cr) Via xx Settembre, 18  telefonare al n. 800 593 285

    …un posto dove so-stare, dare valore al proprio tempo nello scenario dell’immaginario e in armonia con se stessi

In quali momenti  …

Nella nostra vita ci possono essere anche momenti di crisi, in cui viviamo forti incertezze o sensazioni di vuoto …… momenti in cui non sappiamo bene che cosa fare … In questi momenti puo’ essere utile consultare un professionista per riuscire a capire meglio che cosa sta succedendo e superare in modo positivo la difficoltà che attraversiamo.  Lo psicologo può dare un valido aiuto anche alle persone che vogliono migliorare se stesse e il rapporto con gli altri verso una crescita personale. Crescere significa migliorare se stessi e il rapporto che abbiamo con le persone a cui vogliamo bene. Si tratta di sviluppare le potenzialità che sono già dentro di noi e apprendere modalità positive per entrare in contatto con noi stessi e gli altri. La crescita personale può essere sviluppata in diversi modi.  Entrare in contatto con il proprio “alfabeto emotivo” permette  di sviluppare solide competenze interne che favoriscono lo sviluppo di strategie utili per affrontare le emozioni negative e aumentare l’autostima.

La psicanalisi, come sostiene Winnicott, è solo per chi ne ha bisogno, per colui che lo desidera e che sappia sopportarla

L’utilizzo dei Social Network fornisce agli utenti della rete un punto d’incontro virtuale per scambiarsi messaggi, chattare, condividere foto e video, ecc Fare un buon e sano uso dei Social avviene quando la persona è ben strutturata quando il Sé è sufficientemente coeso e strutturato e si è definita una chiara demarcazione dei confini tra se e l’altro, la persona si può avvalere della funzione separatoria del pensiero simbolico. Continua a leggere »

L’adolescenza non è una malattia è una fase della vita in cui, in genere, l’adolescente presenta comportamenti oscillanti tra dipendenza-indipendenza. In questi anni  si vive con incertezza la propria identità, cercando di comprendere quali sono i propri gusti, i propri credo, i propri obiettivi. Continua a leggere »

In questa breve riflessione intendo parlare della figura paterna non del padre mediato al bambino tramite la madre, come dovrebbe accadere nelle primissime fasi dello sviluppo in cui sono importanti le prime interazioni tra mamma e bambino.

Il bambino ha bisogno di rispecchiarsi nello sguardo della madre per potersi integrare, la madre riesce a mettersi al posto del suo bambino garantendogli la continuità di esistere. Il rapporto primario madre-bambino evoca una situazione di contatto corporeo dove la pelle ha un ruolo significativo, la cura del corpo prevede manipolazioni: carezze, scambio di sguardi e di giochi corporei. La pelle è un luogo un mezzo di comunicazione primario con cui stabilire relazioni significative, la pelle è un involucro contenitore delle prime esperienze relazionali . Continua a leggere »

img7583-01-1I lutti e le perdite

Il lutto viene definito come una risposta naturale e fisiologica a qualsiasi situazione in cui la persona sperimenta un distacco doloroso e definitivo da qualcuno o da qualcosa di importante, non solo la morte quindi ma anche il divorzio o la rottura di un rapporto, la perdita di un lavoro, la morte di un animale domestico, ecc. Continua a leggere »

Santo Natale 2016

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Buone Feste 

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sentieroNei colloqui con i genitori parlando della crescita dei figli, mi capita spesso di cogliere e accogliere forti dubbi e resistenze quando si affronta l’argomento dell’addormentamento e chiedo loro “dove dorme suo figlio?”… dopo pochi minuti di silenzio in cui il loro pensiero “si organizza” dicono: “ma sa è difficile …mio figlio non dorme da solo ha paura del buio, va spesso in bagno, ha paura di rimanere solo nella sua stanza, ecc …dorme con noi nel letto matrimoniale in mezzo a noi…è più pratico, non ci sono più notti insonni e…possiamo coccolarlo sa di giorno lavoriamo.. “ E’ vero, spesso i bambini dormono ancora nel lettone di mamma e papà. E con bambini non intendo solo quelli più piccoli. Sto parlando anche di quelli diciamo più grandicelli: quattro, cinque, sei anni e oltre. Non c’è nessuna ragione per cui vostro figlio o figlia dovrebbe dormire nel vostro letto dunque il mio consiglio è di rimanere ancorati su questo punto e con coraggio vedrete che tutto andrà bene, in particolare per il benessere psico-fisico dei i vari componenti del nucleo familiare.

NANNANei primi giorni di vita far dormire il neonato nel lettone accanto alla mamma lo aiuta a regolarizzare il battito cardiaco, la temperatura corporea, ad avere un sonno più tranquillo. Poi, perché conquisti la sua individualità, ha bisogno di un lettino solo per sé (dal blog di Raffaele Morelli). Inoltre, nei primi mesi di vita il sonno dei bambini è discontinuo  subentrano i classici disturbi del sonno, sia nell’addormentamento sia nel corso della notte, con risvegli frequenti, (episodi normali nei primi anni per la fisiologia del sonno e la maturazione ancora in corso del sistema nervoso, e per fattori di varia natura come coliche, dentizione, giornate ricche di stimoli), dormire insieme nel lettone può avere vantaggi pratici: assicura un decoroso riposo per i genitori. (dal blog Raffaele Morelli)

Immagine3Il primo anno di vita risulta fondamentale per l’attaccamento e la maturazione di un’adeguata percezione di sé ed è importante che l’accudimento materno sia, in questa fase, “quasi totale” ed esclusivo. Da questo dipende la sopravvivenza biologica e psicologica del bambino. Verso il quarto anno di vita, però, il bambino entra in una fase importante della crescita, fondamentale per lo sviluppo dell’identità, della sua capacità di separazione dalle figure adulte ed in particolare da quella materna. E’ a partire da questa età (sempre generalizzando) che il “problema lettone” va adeguatamente affrontato. La camera da letto è il luogo dell’intimità, anche sessuale, per la coppia genitoriale e, quando si parla di dormire nel lettone oltre una certa età, facciamo riferimento a bambini che in qualche modo si inseriscono in questa intimità genitoriale, con un potenziale effetto disturbante anche per la qualità di vita della coppia. Continua a leggere »