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Archive for the ‘INFANZIA’ Category

L’utilizzo dei Social Network fornisce agli utenti della rete un punto d’incontro virtuale per scambiarsi messaggi, chattare, condividere foto e video, ecc Fare un buon e sano uso dei Social avviene quando la persona è ben strutturata quando il Sé è sufficientemente coeso e strutturato e si è definita una chiara demarcazione dei confini tra se e l’altro, la persona si può avvalere della funzione separatoria del pensiero simbolico. (altro…)

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In questa breve riflessione intendo parlare della figura paterna non del padre mediato al bambino tramite la madre, come dovrebbe accadere nelle primissime fasi dello sviluppo in cui sono importanti le prime interazioni tra mamma e bambino.

Il bambino ha bisogno di rispecchiarsi nello sguardo della madre per potersi integrare, la madre riesce a mettersi al posto del suo bambino garantendogli la continuità di esistere. Il rapporto primario madre-bambino evoca una situazione di contatto corporeo dove la pelle ha un ruolo significativo, la cura del corpo prevede manipolazioni: carezze, scambio di sguardi e di giochi corporei. La pelle è un luogo un mezzo di comunicazione primario con cui stabilire relazioni significative, la pelle è un involucro contenitore delle prime esperienze relazionali . (altro…)

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sentieroNei colloqui con i genitori parlando della crescita dei figli, mi capita spesso di cogliere e accogliere forti dubbi e resistenze quando si affronta l’argomento dell’addormentamento e chiedo loro “dove dorme suo figlio?”… dopo pochi minuti di silenzio in cui il loro pensiero “si organizza” dicono: “ma sa è difficile …mio figlio non dorme da solo ha paura del buio, va spesso in bagno, ha paura di rimanere solo nella sua stanza, ecc …dorme con noi nel letto matrimoniale in mezzo a noi…è più pratico, non ci sono più notti insonni e…possiamo coccolarlo sa di giorno lavoriamo.. “ E’ vero, spesso i bambini dormono ancora nel lettone di mamma e papà. E con bambini non intendo solo quelli più piccoli. Sto parlando anche di quelli diciamo più grandicelli: quattro, cinque, sei anni e oltre. Non c’è nessuna ragione per cui vostro figlio o figlia dovrebbe dormire nel vostro letto dunque il mio consiglio è di rimanere ancorati su questo punto e con coraggio vedrete che tutto andrà bene, in particolare per il benessere psico-fisico dei i vari componenti del nucleo familiare.

NANNANei primi giorni di vita far dormire il neonato nel lettone accanto alla mamma lo aiuta a regolarizzare il battito cardiaco, la temperatura corporea, ad avere un sonno più tranquillo. Poi, perché conquisti la sua individualità, ha bisogno di un lettino solo per sé (dal blog di Raffaele Morelli). Inoltre, nei primi mesi di vita il sonno dei bambini è discontinuo  subentrano i classici disturbi del sonno, sia nell’addormentamento sia nel corso della notte, con risvegli frequenti, (episodi normali nei primi anni per la fisiologia del sonno e la maturazione ancora in corso del sistema nervoso, e per fattori di varia natura come coliche, dentizione, giornate ricche di stimoli), dormire insieme nel lettone può avere vantaggi pratici: assicura un decoroso riposo per i genitori. (dal blog Raffaele Morelli)

Immagine3Il primo anno di vita risulta fondamentale per l’attaccamento e la maturazione di un’adeguata percezione di sé ed è importante che l’accudimento materno sia, in questa fase, “quasi totale” ed esclusivo. Da questo dipende la sopravvivenza biologica e psicologica del bambino. Verso il quarto anno di vita, però, il bambino entra in una fase importante della crescita, fondamentale per lo sviluppo dell’identità, della sua capacità di separazione dalle figure adulte ed in particolare da quella materna. E’ a partire da questa età (sempre generalizzando) che il “problema lettone” va adeguatamente affrontato. La camera da letto è il luogo dell’intimità, anche sessuale, per la coppia genitoriale e, quando si parla di dormire nel lettone oltre una certa età, facciamo riferimento a bambini che in qualche modo si inseriscono in questa intimità genitoriale, con un potenziale effetto disturbante anche per la qualità di vita della coppia. (altro…)

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parentUn percorso per genitori alle prese con i disturbi dell’apprendimento

Perché un sostegno alle famiglie? Perché i genitori siano aiutati nell’affrontare gli aspetti emotivi ed educativi del problema possano trovare le risposte adeguate ai loro interrogativi relativi al significato dei disturbi dell’apprendimento siano informati sul tipo di sostegno da adottare con i propri figli trovino risposte anche ai loro interrogativi relativi al futuro dei propri figli  siano aiutati nell’elaborare i propri vissuti rispetto a tali tematiche siano guidati a sostenere una buona relazione con i figli. (altro…)

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cure materne

MANI_SONNO

Bambini senza amore finiranno con l’essere adulti pieni di odio…” Renè Spitz

René Spitz: gli effetti devastante della deprivazione Materna Nell’osservazione  del bambino, Spitz ha concentrato la sua ricerca sui bambini che hanno sperimentato una separazione improvvisa e a lungo termine da chi si occupava di loro. La Depressione Anaclitica era il termine da lui proposto per descrivere la reazione di un bambino alla separazione; dolore, rabbia , e apatia dovuta alla deprivazione emotiva (la perdita di un oggetto amato). (altro…)

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barbaroTempo di inserimento: come riconosce quando il bambino è pronto per restare con gli altri bambini e le maestre …..senza mamma e papà

Per una sana crescita è rilevante conoscere lo sviluppo infantile e il rispetto delle fasi del processo di separazione e individuazione del bambino dalla madre o dalla persona che si occupa di lui. Secondo la psicanalista Margaret Mahler e altri studiosi dell’attaccamento madre-bambino,  affinchè il bambino si separi in modo non traumatico dalla mamma,     è importante che abbia acquisito un senso di fiducia e sicurezza, o meglio che la mamma “sia stata disponibile” nella fase di sperimentazione e riavvicinamento,  Immagine3il bambino sa che lei c’è anche quando non è presente.  In primo luogo ogni bambino affronta le varie fasi di separazione-individuazione in modo e con tempi diversi e di come abbia acquisito un proprio senso di fiducia e sicurezza. L’inserimento nei nuovi contesti che sono estranei al bambino e lontani da un luogo protetto e sicuro qual è la sua casa, suscita nel bambino turbamento e disorientamento. Sarebbe opportuno osservare il comportamento del bambino al fine di riconoscere il  tempo di cui a bisogno per permettergli di affrontare in maniera positiva l’ingresso al nido o alla scuola materna. (altro…)

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AUGURI DI BUONE FESTE

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